Domenica, 22 ottobre 2017 - ORE:13:56

Gli abomini della cucina italiana imitata all’estero


cucina italiana imitata

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La cucina italiana imitata all’estero: un trauma

In Erasmus a Gran Canaria ho capito una cosa: non importa quanto siano buone le tapas, i bocadillos e il pata negra, il mito/ stereotipo della cucina italiana per i popoli stranieri rimarrà per sempre un grande, grandissimo trauma. Stando qui, con ragazzi provenienti da altri paesi, mi sono accorta che non solo ci stereotipano fisicamente– per i tedeschi se non sei tarchiatello, se non hai la pelle olivastra e i capelli scuri, se non parli con un accento misto fra napoletano e romanaccio borgataro e non vai in giro con una base per la pizza o un piatto di spaghetti allora no! Non puoi essere assolutamente italiano- ma fraintendono anche completamente la nostra cucina, quella che dicono di preferire.

Ecco alcuni esempi delle tante imitazioni della cucina italiana

“Che bontà i makkeroni al tomate frito italiano cotti in acqua e olio”

Per esempio il mio coinquilino di Lanzarote, quando non mangia merendine o patatine fritte, si cucina un bel piatto di pasta, ovviamente nel modo che lui ritiene più opportuno, ovvero tirando mezza bottiglia d’olio nell’acqua sul fuoco, buttandoci dentro un intero pacco di “makkeroni” e cucinando il tutto ad oltranza fino a quando più che pasta è un poltiglia prevomitata. Di solito la condisce con il vero “tomate frito italiano” o con il famosissimo, originalissimo e gustosisissimo sugo bolognese (pronunciato bolognise). Non gli è mai passato per la testa di farla saltare un attimo in padella, va benissimo tirarci sopra la sbobba fredda di frigo. Altri ragazzi tedeschi si sono abbonati alla fornitura di pizze surgelate con il sempre e immancabile sugo bolognese sopra scritto: “the real italian pizza”. Ma non solo loro fanno queste cose strane, per non dire parole peggiori. Andando in giro per la città mi sono imbattuta in trovate abbastanza abominevoli: la pizza pasta. Già, perché non unire i due simboli dell’italianità in una cosa sola?

L’abominevole “pasta ketchup” e quello sconosciuto caffè alla moka

Il ristorante don Vito con sottotitolo “la comida italiana es cosa nostra” che tra le sue prelibatezza propone anche la pasta con il pollo; nei supermercati vendono uno speciale condimento per spaghetti: “pasta ketchup” e una “bolgnese mortadela” per indimenticabili panini. Ancora: il caffè! Questo sconosciuto, la MOKA è l’unica miscela conoscibile ai popoli stranieri composta da caffè ma anche, attenzione, cioccolata. Starbucks è l’inventore del caffè e del mitico frappuccino, e ormai si sa che la parte liquida del caffè non è mica il caffè stesso, ma il latte. Per finire è ormai convinzione generale che gli spaghetti, o pasta sciuta, come vi giuro ho visto scritto su un cartellone, non siano un primo, ma un’entità autonoma non ben classificabile che può essere mangiata come accompagnamento ad un’insalata cesar o ad una bella bistecca, un piatto che si può cucinare anche con largo, larghissimo anticipo per poi riscaldarlo nel microonde. A volte faccio finta di niente, altre vado avanti e rido, più frequentemente però mi fermo e mi chiedo “perché?!”. Penso che sia un quesito che potrebbe trovare risposte diverse, tra cui anche quella che forse tutta questa globalizzazione non faccia poi così bene, ma sono cose su cui non voglio soffermarmi troppo.

E anche nei ristoranti non manca una buona dose di sberleffo (di cattivo gusto)

cucina italiana imitataDevo dire però che a volte, tutto questo teatrino di ristorantini finto italiani, con le tovaglie a quadrettoni, i fiaschi del vino e pulcinella sulle pareti mi innervosiscono e non poco, penso che non solo si divertano a prenderci per i fondelli praticamente sempre per i più svariati motivi, dalla politica, al cinema, al ritenerci dei piccoli mafiosi con il mito della mamma e della lasagna, tutte queste tavole calde sembrano quasi voler trasmettere l’idea che siamo così trascurabili e irrilevanti che perfino quello che cuciniamo può essere importato ovunque e soprattutto cucinato da chiunque, un esempio emblematico è il pub “don panino” di Vienna, dove i nomi dei panini e dei piatti fanno preciso riferimento a fatti e persone legate al mondo della mafia, non solo boss e pregiudicati, ma anche vittime, come Falcone, Borsellino e Peppino Impastato. Una cosa insomma abbastanza offensiva e cafona. In ogni caso natale è vicino e anche il mio (temporaneo) ritorno in Italia, non vedo l’ora di aver davanti un bel sano piatto di pasta al pomodoro, non sugo bolognese.



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